Con un superlativo Memo Remigi
GRAN GALA' A MARTINA FRANCA PER GLI OTTANT'ANNI DE "LA ROTONDA". ORGANIZZATORE E ANFITRIONE UN VULCANICO ANTONIO RUBINO, DIRETTORE DI "PUGLIA PRESS".
HA RESUSCITATO LE ATMOSFERE PIÙ SUGGESTIVE DEL LOCALE, DOVE SI ESIBIRONO NOMI CELEBRI DELLO SPETTACOLO, DA MINA A MILVA, A MODUGNO..."QUI FIORIRONO AMORI E GRANDI AMICIZIE", HA DETTO, RACCONTANDO FATTI E PERSONAGGI.
HA RESUSCITATO LE ATMOSFERE PIÙ SUGGESTIVE DEL LOCALE, DOVE SI ESIBIRONO NOMI CELEBRI DELLO SPETTACOLO, DA MINA A MILVA, A MODUGNO..."QUI FIORIRONO AMORI E GRANDI AMICIZIE", HA DETTO, RACCONTANDO FATTI E PERSONAGGI.
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| La Rotonda |
Franco Presicci
Festa
grande il 20 agosto nella villa comunale di Martina, per gli 80 anni della Rotonda.
Dame in abito da sera; cavalieri con il “papillon”; “hostess” deliziose che
portavano sulle tavole mozzarelle e capocollo accompagnati da Primitivo di
Manduria. La sera era calma, nemmeno un alito di vento. A un passo dall’ingresso
ho intravisto Memo Remigi a colloquio con una signora di un paio di anni sopra
i quaranta sorridente e affascinante.
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| Remigi con una fanciulla |
Il cantante non è cambiato molto dall’ultima
volta che l’ho incontrato, per un’intervista, nei primi anni ‘60. Mi ha scrutato,
non mi ha riconosciuto. Quando l’interlocutrice lo ha salutato, accingendosi a
scendere uno scalino attenta a non incespiscare per il vestito lungo, mi sono
presentato; e lui mi ha abbracciato. ”Scusami non mi ricordavo di te”. “Fra le
tante persone che ti hanno applaudito, fra le valanghe di ‘fans’…è normale. E
poi, dopo tutti quei lustri…”. E mi ha raccontato che dopo la chiusura in Galleria
del Corso, a Milano di tutte le case discografiche “mi sono trasferito a
Varese, città tranquilla, ricca di verde e di attrattive”. Da quelle parti ha
conosciuto anche Piero Chiara (“Il piatto piange”, “La stanza del vescovo”…), che
stava a Luino. Nel ’70 lo scrittore mi ricevette a casa per una conversazione
per “Play Boy”, allora diretto da Paolo Mosca, che veniva dalla plancia de “La
Domenica del Corriere” e guidava anche “Novella 2000”, al posto di Paolo
Occhipinti trasferito a “Oggi”.
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| Francesco Lenoci |
E’
gentile, Memo. Cordiale, spiritoso, simpatico, pronto alla battuta garbata e
divertente. Ogni tanto tentava di bloccare Antonio Rubino, direttore del
periodico “Puglia Press”, presentatore e organizzatore della manifestazione, che
gli rispondeva interrompendo il suo girotondo fra un tavolo e l’altro. Accanto
a noi, Francesco Lenoci, docente alla Cattolica di Milano e autore di una
trentina di libri di economia, che si mostrava entusiasta di Memo: “Con tutto
il successo che ottiene ovunque è alla mano, ti tratta come se fossi suo amico
da sempre”. E dopo una prima chiacchierata con lui si è rivolto a me per
saperne di più. E’ nato a Erba nel ’43, è figlio di un industriale della
Brianza, la sua prima canzone è “Innamorarsi a Milano”, che tenne a battesimo
Telemilano58, la mamma di Canale 5.
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| I Prisma |
Fra le sue più belle “La notte dell’addio”
e “Cerchi nell’acqua, motivo del film “Vivere per vivere”. “E’ una persona
straordinaria” - il suo commento - mentre Memo osservava gli ospiti e sfiorava
la cantante de “I Prisma” che già dominava il palcoscenico. Sorseggiava un
bicchiere di vino e Francesco, “patriae decus” di Martina e legato come pochi
alla Valle d’Itria, lo esortava ad assaggiare il capocollo, “che è una
prelibatezza, uno dei vanti di Martina”. L’artista è già stato altre volte in
questo angolo di paradiso e l’ha già visitato stupito dai trulli, dal barocco, dal
centro storico. Ha anche apprezzato, oltre che i colori, i sapori. Che più? Ah,
il calore della gente.
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| Memo Remigi al pianoforte |
Rubino continuava a galoppare e, tenendo in mano come uno scettro il
microfono, raccontava un po’ la storia de La Rotonda, accennando ai suoi giorni
più belli. Coinvolgeva Benvenuto Messia, poeta, veterano dell’obiettivo
fotografico, attore, ciclista, più anziano di tre anni della festeggiata; mitragliava
domande a destra e a manca, scovando più d’un frequentatore de La Rotonda di
una volta in vena di far fluire i propri ricordi. Qualcuno alzava il dito per
richiamare la sua attenzione e lui non si lasciava sfuggire l’occasione: “Porti
il suo contributo, dica, dica; ecco, parli nel microfono, così la sentono tutti”.
“Nel ’58, dopo che in coppia con Johnny
Dorelli aveva vinto Sanremo con ‘Nel blu dipinto di blu’, qui vedemmo volare Domenico
Modugno, celebrato in tutto il mondo. Era accompagnato dalla moglie Franca
Gandolfi. Ma c’era già stato prima di quel trionfo”. Lo dice quasi
commuovendosi.
La
lista dei cantanti che sono passati da qui è molto lunga: va da Teddy Reno a
Rita Pavone; da Ornella Vanoni a Patty Pravo; da Sylvie Vartan a Milva, a Fred
Buongusto, al Quartetto Cetra, a Dalida … Non mancarono Raimondo Vianello,
Gianni Ravera, Gloria Christian... Rubino aggiungeva dettagli, rievocava gli
anni 50, esponeva fatti, precisava, sottolineava, chiosava, indicava la
giornalista Evelina Romanelli, discreta, raggiante nel suo vestito confezionato
in una “boutique” di classe.
A un tavolo vicino al mio tre o quattro signori si
scambiavano i ricordi: “Durante i balli i giovani impegnavano il fotografo per
immortalare l’amore appena sbocciato.
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| Remigi con Evelina Romanelli |
La Rotonda era il luogo preferito da
tanti, che venivano anche da altri centri della Puglia”: da Bari, da Taranto,
da Brindisi, da Putignano, da Alberobello…. A far lampeggiare il flash all’epoca
c’era anche Benvenuto Messìa, neofita promettente. Sollecitato da Evelina, che
su “Puglia Press” ha descritto le vicende de La Rotonda fin dalla sua nascita,
ha confidato che “essere lì dentro mi dava la possibilità, sia pure per lavoro,
di entrare in contatto con un salotto elegante, che, sulle note della musica,
regalava grandi emozioni”. A quei tempi – ancora parole del Messia - non c’erano
molte occasioni per avvicinare una fanciulla; in quel gioiello, complici la
penombra e “Grazie dei fior”, la conquista era più facile, nonostante la
presenza dei gendarmi: i genitori, che non staccavano mai gli occhi delle
figlie. Le danze si aprivano alle 20 e terminavano a mezzanotte.
| B.Messia e A.Rubino(foto Giovanni Rubino). |
In
piedi vicino a una sagoma di luce un “arbiter elegantiarum” apriva il proprio
libro: “La Rotonda non aveva alcunché da invidiare alla “Bussola” di Marina di
Pietrasanta, fondata nel ’55 da Sergio Bernardini e diventata famosa a sua
volta per i nomi famosi che vi si esibivano: Renato Carosone, Luciano Tajoli,
Fabrizio De Andrè, Adriano Celentano, Ray Charles, Ella Fitzgerald, Giuliètte
Greco…”. Intanto il ciclone Rubino individuava e catturava personaggi, li
interrogava come un professore di liceo agli esami di maturità; citava le
orchestre che si alternarono, come quella del maestro Nasta di Taranto; e poi
Carla Boni, che nel ’50 cantò con Gino Latilla; e Gino Paoli nell’80. “Furono
anche queste ugole a richiamare tanta
gente in questo prestigioso locale di Martina”.
Benvenuto assentiva con cenni del capo, mentre
sfogliava “Puglia Press”. Francesco Lenoci sorrideva soddisfatto e di tanto in
tanto scherzava con Memo Remigi, l’unico a non farsi strozzare dalla cravatta.
“Professore, come hai fatto a pubblicare tanti volumi alla tua giovane età?”. “E
tu le tue canzoni, che hanno attraversato l’oceano?”.
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| Remigi canta con una ammiratrice |
Giunto
il momento, Memo si è seduto al piano e ha iniziato il proprio repertorio. Ha
anche imitato in modo superlativo le voci di altri cantanti, da Al Bano a Bobby
Solo; rifatto Topo Gigio; sintetizzano brani della sua vita; improvvisato battute e addirittura una
canzone sul vino dell’amore “maturato alla luce dei tuoi occhi”. Ha anche cantato
con una bella ragazza; reso omaggio all’amico Jimmy Fontana; fatto il
ventriloquo. Ha lasciato un attimo la tastiera, è tornato fra il pubblico, complimentandosi
per le acconciature bene architettate, per gli abiti, per i sorrisi, mentre
Giovanni Rubino sparava i suoi “flash”. E’ poi tornato al pianoforte a far
sognare.
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| Remigi attorniato dai fans |
Gli applausi sono esplosi soprattutto quando ha intonato “La notte
dell’addio”, scelta da Battiato fra le 12 composizioni più prestigiose per i 150 anni dell’Unità
d’Italia. Grande Memo. Artista vero, gentiluomo. I fans lo hanno accerchiato, offrendogli
carta e penna per gli autografi.
A
mezzanotte Antonio Rubino ha annunciato il momento dei premi “La Rotonda 2016”.
Destinatari il professor Matteo Pizzigallo, Benvenuto Messìa, Francesco Lenoci,
la brillante Anna Gennari, “public relation” del vino, e anche il sottoscritto,
più che soddisfatto di questa manifestazione indimenticabile, conclusasi con
una grande torta, gustata sotto lo sguardo della luna, che è più bella vista da
Martina.
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A Franco PRESICCI il premio "La Rotonda 2016"
La sera del 20 agosto è stato consegnato per la sua attività giornalistica, ma anche per l'amore che ha sempre dimostrato per Martina, dove è stato accolto fin da quando aveva 11 anni in un trullo sul Ghiancaro.
C'era la guerra e dal piazzale si vedeva l'orizzonte fiammeggiare per le bombe che cadevano sulla sua Taranto. Quei giorni li ha descritti in racconti e filastrocche, alcune in dialetto tarantino.
La sera in cui anni fa, al Circolo della Stampa di Milano, Francesco Lenoci festeggiò i 700 anni di Martina, Presicci recitò una sua dichiarazione d'amore per la Città dei Trulli e del Festival, pubblicata anche su "Umanesimo della Pietra".
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A Franco PRESICCI il premio "La Rotonda 2016"
La sera del 20 agosto è stato consegnato per la sua attività giornalistica, ma anche per l'amore che ha sempre dimostrato per Martina, dove è stato accolto fin da quando aveva 11 anni in un trullo sul Ghiancaro.
C'era la guerra e dal piazzale si vedeva l'orizzonte fiammeggiare per le bombe che cadevano sulla sua Taranto. Quei giorni li ha descritti in racconti e filastrocche, alcune in dialetto tarantino.
La sera in cui anni fa, al Circolo della Stampa di Milano, Francesco Lenoci festeggiò i 700 anni di Martina, Presicci recitò una sua dichiarazione d'amore per la Città dei Trulli e del Festival, pubblicata anche su "Umanesimo della Pietra".









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